domenica 12 gennaio 2014

Il mito dell'unità e la pluralità del movimento


L'uso della parola meetup nel Movimento 5 Stelle non significa una cosa sola, ma tre o quattro.

1) un programma telematico generalista di incontro di persone su temi e affinità: “Fai qualcosa, condividi qualcosa”;

2) il programma prescelto in prima istanza dal M5S per consentire ai cittadini di discutere, informarsi, compiere azioni ispirate ai temi del MoVimento;

3) il gruppo locale del M5S: per esempio “il meetup di Lucera”, ossia l'insieme dei partecipanti e/o simpatizzanti del movimento di Grillo di quella città;

4) ogni tipo di incontro dei grillini, anche live. “Domani sera teniamo un meetup al Rosciolo, venite numerosi”.

Fin dal primo momento in cui ho partecipato alle attività di un Meetup 5 Stelle, nell'ottobre del 2012, ho sempre pensato che questo strumento fosse molto utile in due direzioni:

- creare al proprio interno un clima di condivisione fervida e attiva tra persone magari diverse, ma tutte interessate a uno stesso programma di rinnovamento intelligente, onesto, robusto, sincero, del quadro politico italiano;

- raccogliere le mille e mille possibili forme della cittadinanza attiva in tutta la loro feconda diversità, in un'unica rete.

Sono subito rimasta meravigliata quando, in una delle prime riunioni, fu proposto che di tre meetup esistenti con centro a Senigallia, si riteneva farne uno solo. Perché ci dovrebbe essere un solo meetup per città? Se il meetup è quello che è giusto pensare, i meetup dovrebbero essere tanti: tanti meetup diversi, tanti cittadini attivi per lo stesso obiettivo del rinnovamento.

Del resto le indicazioni che provenivano da Grillo e Casaleggio erano proprio queste: aprire meetup dappertutto, in ragione delle iniziative dei cittadini, senza alcun accenno al limite di uno per città. Il fatto che i meetup non venissero riconosciuti come nuclei del MoVimento 5 Stelle incoraggiava proprio questa pluralità. Perché i cittadini avrebbero dovuto incontrarsi tutti nello stesso posto, se i cittadini sono tanti e le loro situazioni e necessità tante e tanto diverse? Era nella rete che si sarebbe unificato l'apporto di tutti, e nelle liste la politica di tutti, non nell'unicità dei meetup.

Le vicende della partecipazione, però, mi hanno consentito di capire abbastanza presto che molti meetup oggi non vengono utilizzati per quello che sono nello spirito del MoVimento, ma in molti casi come un nucleo organizzativo simile a quello dei partiti: l'appesantimento del non-regolamento che fa da guida all'intero M5S, la costituzione di gruppi dirigenti locali, i processi di selezione ed esclusione delle persone, la pretesa di essere soli e unici accreditati alla lettura del messaggio di Grillo ne sono prove correnti. Si direbbe che in molti meetup questo messaggio non si sia colto.

A questo si aggiunge che anche dallo staff del MoVimento non sono arrivati i necessari chiarimenti; anzi, i messaggi che arrivano sono anch'essi contraddittori (almeno così a me sembrano). Perché anche da parte loro il meetup locale viene considerato il fondamento su cui si può innestare una lista; non serve dunque sottolineare che vengono certificate le liste e non i meetup. Loro vogliono i figli di una sola madre; e quando le madri sono più di una, Salomone taglia (e a questo punto fa anche bene, ma non bisognerebbe arrivare a questo punto).

È ben vero che ci sono meetup molto avversi tra loro; ma è anche vero che proprio la corsa alla certificazione della lista inacerba i contrasti. Se si fosse mantenuta una forte pluralità di meetup sarebbe stato molto più facile formare liste: elenchi di persone autoproposte scelte su votazione da tutti i meetup presenti nell'area interessata al fatto elettorale. E anche i supposti pericoli di entrismo e infiltrazione sarebbero stati minori nella pluralità dei meetup. In questa situazione i partiti che vogliono impedire al MoVimento di essere presente alle elezioni locali sanno cosa devono fare: o fanno partire un meetup loro stessi, o ne fanno partire un altro a fianco. Lasciando crescere tanti meetup ispirati alle cinque stelle, invece, questo non sarebbe successo e né potrebbe succedere; perché l'unicità crea dualismo e problemi, il molteplice invece cerca l'insieme e li risolve.

Ora la funzionalizzazione dei meetup unici alla formazione di liste sta producendo molti effetti indesiderabili per il MoVimento. Pur ridotta negli importi percepiti, la carriera nel M5S è comunque desiderabile. Chi vuole fare carriera nel M5S allora cerca di controllare le persone del meetup e le loro attività; per farlo organizza livelli partecipativi privilegiati ai quali promuove i suoi sostenitori (ne bastano pochi quando il brand corre) o promette loro di farlo; inversamente cerca di liberarsi dei concorrenti diffamandoli o più direttamente buttandoli fuori. Avviene anche che alcuni meetup ne rendano altri vassalli, in altre città, condizionando la loro libera espressione e l'armonia della collaborazione.
In questo modo il meetup non rientra più in nessuna delle quattro accezioni che gli danno un senso nel MoVimento, ma entra difilato in una quinta categoria, seppure non confessata:

5) Il meetup è una cellula, non riconosciuta come tale ma come tale operante, nella distribuzione territoriale del MoVimento 5 Stelle.
Il risultato finale della trasformazione del meetup in cellula, mentre ne enfatizza da una parte l'importanza, dall'altra finisce per inaridire enormemente la potenziale biodiversità del MoVimento. Chi si fa chiamare “cittadino” per fluidità e assimilazione col cittadino totale, sa in realtà che sta formando una “metacittadinanza”. Le file dell'attivismo vengono gerarchizzate, e in questo modo staccate dalla semplicità diretta della cittadinanza vera. Il piacere di collaborare tra persone che si stimano viene sostituito da obblighi impliciti alla militanza e alla sopportazione. Sinistra e destra rinascono nel contatto e nel contrasto dei rispettivi modi e mentalità.

E' un vero peccato che questo succeda in un movimento che accende tante speranze in un deserto totale di speranza. Vorrei veramente che l'intero MoVimento si rendesse conto del possibile insabbiamento della navigazione. Io sono per la fluidità della rete e la pluralità delle voci. L'illusione dell'unità è in realtà il principio di soffocamento della diversità e della singolarità di ciascuno; la forza del movimento è quella di essere tanti e di contare ciascuno perchè siamo diversi e il coordinamento (non l'unità) è facile e immediato nella rete.
L'unità è nel mito del militarismo (“l'unione fa la forza”) e in quello del comunismo (proleari di tutto il mondo unitevi”); ma il pensiero contemporaneo sa che l'unità-unicità è fragile e che la bio-diversità, anche culturale, è vitale e concreto.

L'unità vera è nell'insieme delle differenze. Bisogna essere organismi diversificati per trovarsi intimamente integrati nella diversità. Il movimento è plurimo per natura, e la natura è innanzitutto movimento. Unicità e stasi sono morte.


Catia Fronzi