venerdì 26 luglio 2013

il mattinale  del pomeriggio - venerdì 25 luglio


città pubblica o concertazione privata? 


Credo che con il documento di indirizzo favorevole al PORU approvato dal Consiglio Comunale l'altro ieri sera si vada componendo il quadro della posturbanistica di questa amministrazione. Seguendone passo passo il dispiegarsi, ci troviamo ormai anche noi nella condizione di poter sintetizzare un nostro pensiero come fortemente divergente da quella che va prevalendo a Senigallia. 

Le stesse figure che l'Amministrazione ha voluto coinvolgere, l'INU e il suo presidente Federico Oliva (a pagamento, mica per amor di causa) come "referente scientifico del PORU", delineano un orizzonte che non ci appartiene. L'entusiasmo dimostrato dallo stesso Federico Oliva, e la sua adesione al ddl Realacci, non fanno che omologare questa politica adottata da Ceresoni - e sopra di lui dalla Regione di Gianmario Spacca - a quella del governo Letta. Sotto il titolo di "Contenimento dell'uso del suolo", non è difficile infatti riconoscere nel disegno di legge di Ermete Realacci procedure volte al rilancio pubblicamente assistito dell'edilizia privata più speculativa. 

Non per nulla i parlamentari 5 stelle hanno depositato una proposta di legge dal contenuto molto più rigoroso. Sul filo della critica si sono alzate molte altre voci, non solo parlamentari: quelle di Salvatore Settis e Antonio Maddalena; del WWF, FAI e Italia Nostra; degli agricoltori dell'associazione Città del Vino; e un gruppo di urbanisti che fa capo al blog Eddyburg di Edoardo Salzano ha avanzato una proposta propria. 

"Del resto - scrivono costoro - come dimenticare che i più perversi strumenti della deregulation e della liquidazione del piano “autoritativo”, cioè pubblico, a favore del piano “concertato”, cioè gestito dagli immobiliaristi, sono nati proprio dall’INU? Perequazioni, compensazioni, trasferimenti di cubatura sono strumenti lanciati dall’Inu". 

Man mano che si va dispiegando, l'iniziativa comunale e il suo apparato consulente si vanno qualificando come espressione politica di regime. Ora, come tengono a spiegare con malriposto orgoglio i nostri amministratori, "il Comune di Senigallia è il primo della regione a dare attuazione alla legge regionale 22/2011", quella appunto che istituisce tutte queste cose. Ma certo: la città più palazzinara delle Marche non vuole essere seconda in questa azione camaleontica di rilancio dell'edilizia sotto le mentite spoglie del risparmio di suolo. 

Mia opinione e desiderio sarebbe che prendessimo da questa circostanza slancio per organizzare in ottobre un convegno dal titolo "Dopo l'urbanistica, cosa?" con la presenza del deputato 5 stelle referente e di quanti possano contribuire a contrastare (Eddyburg, Settis...) questa estrema espropriazione di diritto e ragione. 

Facciamo di Senigallia il punto di svolta su questo tema. Spero vogliate aderire alla proposta.