venerdì 30 agosto 2013

il mattinale    30 agosto 2013



Le Marche, la competitività territoriale e i 
Fondi Strutturali Europei

SE TUTTO VA BENE SIAMO ROVINATI

Commentavamo stamattina con Mariangela i dati diramanti dalla Commissione Europea sulla competitività del sistema produttivo delle 262 regioni europee, per i quali le Marche figurano al 177° posto. L’articolo a sua firma, titolato dal Correre Adriatico di mercoledì 28 agosto “I limiti di sempre”, diceva più o meno:    “A parte le regioni del sud che fanno storia a sé, dispiace di vedere che siamo dietro a regioni come Veneto, Toscana e Umbria, che a noi dovrebbero essere omogenee per modi di produzione e per prodotto, oltre che alla Slesia e ad altre regioni dell’est europeo pervenute di recente a livelli di competitività ormai simili ai nostri”.
Lo stesso giorno, il Messaggero pubblicava una nota di Francesco Grillo (non Beppe) su un argomento in qualche modo convergente: “Fondi strutturali, sconfitta dell’Italia”.
“È una sconfitta gravissima”, era scritto in apertura, “quella che Enrico Letta ammette per tutto il Paese quando concede che, con ogni probabilità, non riusciremo a spendere i fondi strutturali che l'Italia ha avuto a disposizione dal 2007 al 2003. Non solo ciò significa che stiamo continuando a sprecare quelle che sono diventate le uniche risorse pubbliche disponibili, ma anche che siamo compromettendo la credibilità delle nostre richieste”.
Chiaro che il pensiero corre subito alla nostra regione: esistono dati? come siamo messi in quest’altra graduatoria? Vista quella della competitività, ci si aspetta che siamo molto indietro anche in quella dell’impiego dei Fondi Strutturali.
“Invece no”, corregge Mariangela, che è economista e conosce piuttosto bene le cose come vanno nel Palazzo Raffaello e immediate propaggini: “le Marche sono una tra le regioni che riescono a intercettare la quasi totalità delle risorse disponibili. Non solo: per quanto ne so io, la nostra Regione riesce anche a spenderli. Ma è proprio questo il problema.
“Perché”, chiedo io. “Come si spiega questa divaricazione?”
“Eh già, come si spiega?”
"I limiti di sempre?”
“I limiti di sempre. Hai visto mai? I finanziamenti europei arrivano, ma la politica regionale non riesce ugualmente a utilizzarli in modo da creare le condizioni necessarie per fare ripartire l’economia.
Ecco un tema sul quale metterebbe conto di porre domante e poi discutere approfonditamente le risposte. Qualcosa mi dice che ci proveremo.

Catia Fronzi